Un post personale relativo alla pagina Facebook.

Mi ero sempre risolto a non dare loro la soddisfazione di parlare di loro, e mi limitavo a scacciarli dai miei pensieri come in questi giorni estivi scacciamo mosche e zanzare, ma, come i bambini che per ottenere attenzioni dagli adulti urlano “CACCA!” sempre più forte, ora questa cloaca demmerda di pagina è riuscita ad attirarsi le mie attenzioni.
Piccola premessa: per quelli che non lo sapessero, il termine “hater” (lett. “odiatore”) designa persone che di professione “odiano”; non letteralmente, ovvio, ma nel senso che hanno un interesse o una passione e danno l’impressione di passare le giornate a sputare veleno su chi ha idee diverse o anche solo su persone che a loro stanno antipatiche. Ogni tanto vado a guardare il feedback di questi haters per vedere come le cose di cui parlo qui vengono viste dall’altra parte della barricata, quella della Reazione; ieri sera però mi sono visto attribuire l’odiosissimo epiteto di “terrorista”.

VS6

E qui la mia placida serata londinese ha subito un contraccolpo.“Terrorista”?!, ma vi sentite?! Su questo blog e sulla pagina parlo di avere il coraggio di essere dolci e premurosi, e voi mi associate a chi uccide persone a caso?! Parlo di una mascolinità non prepotente, non aggressiva, e mi si dice che assomiglio ai criminali che diffondono il panico in nome di un’ideologia malata e oscurantista?! Intendiamoci: magari nel privato siete pure persone discrete, ma se in pubblico insultate così per puro odio… mi permetto di dubitarne. E no, non ce l’ho con i singoli fan (anche se loro contribuiscono, se non altro con il loro like): del resto, chi ama alloggiare in un albergo fatiscente è pur sempre liberissimo di farlo; dovrebbe essere l’albergo a dare una sistemata… Parlerò quindi alla seconda plurale rivolgendomi al team di admin. 
Vorrei insultarvi in risposta come vi meritate ma mi abbasserei solo al vostro livello, tanto più che so benissimo che non siete scemi: paradossalmente è proprio questo il vostro problema, siete anche a modo vostro piuttosto svegli, ma siete ignoranti dell’ignoranza peggiore, quella che di fronte alla possibilità del miglioramento non porta a mettersi in discussione; che prosegue, con l’ostinata e boriosa sicumera dei privilegiati, a presentare come intrinsecamente sbagliato chi vuole rivendicare un proprio diritto all’esistenza, solo perché non rientra nei propri (limitati) paradigmi mentali. L’ignoranza di chi non sa ma vorrebbe conoscere di più, la trovo meravigliosa; ma l’ignoranza di chi non sa, e di fronte al sapere porta a volerlo rifiutare con astio e cattiveria, personalmente la ritengo detestabile. 
Una volta ho postato un brano dell’attore britannico Grayson Perry e voi per denigrarlo avete postato una sua foto in costume: ebbene sì, fa la drag queen. E QUINDI??? A parte che da Shakespeare a oggi il travestitismo è molto praticato nel teatro britannico, Grayson stesso afferma che proprio valicare i confini fra i generi gli ha dato la possibilità di gettare uno sguardo dall’esterno sulla mascolinità; ma a voi contava solo far vedere che siccome è un maschiostrano che si veste da donna, non avrebbe titoli per parlare di mascolinità. Come non ne avrei io, che pure non mi vesto da donna, ma non importa: per voi chi parla di mascolinità come di un qualcosa da rivedere è per forza sbagliato, perché vi dà fastidio qualunque cosa vi costringa a mettervi in discussione nel profondo. E sia chiaro: è naturale che sia così, perché le strutture sociali e di pensiero sono quelle che più riconosciamo nostre e da cui più fatichiamo a scostarci; ma voi nemmeno ci provate! Additate sghignazzando tutto ciò che vi sembra esagerato o fuori dagli schemi perché non rientra nei vostri schemi e non vi mettete a considerare il punto di vista dell’altra persona – sempre che la consideriate una persona come voi. E badate che non è abbastanza “tollerare” la sua esistenza: occorre rispettarla come si rispetterebbe un proprio pari. Per questo avete un bell’arrampicarvi sugli specchi ad appoggiarvi all’etimologia per dire che la vostra non è omofobia (“terrore dell’omosessuale”) solo perché non vi fa paura la semplice vista di un gay: se fate battutine sull’omosessualità e la vedete come una cosa strana o ridicola, siete, a tutti gli effetti, omofobi. E la stessa cosa vale per le altre discriminazioni che sostenete. 
Al di là però delle visioni diverse sulla società, un conto sarebbe potersi confrontare pacificamente, ma voi non volete discutere: voi avete identificato un bersaglio nel sottoscritto e non perdete occasione di insultarmi e denigrarmi. Mi avete ribattezzato “Ebeta” e mi citate ogni tre per due dato che controllate la mia pagina più spesso di quanto la controlli io (non sarete sotto sotto stranosessuali anche voi??); una volta postai un articolo del Post (ribadisco: del Post, non di We Hunted the Mammoth) su Milo Yiannopoulos e mi ritrovai attribuito il gentile epiteto di “verme”; tra i tanti altri insulti che ho trovato sulla vostra merda di pagina, mi avete definito “merdaccia fantozziana” e “generatore di cazzate a getto continuo, specializzato nel diffondere odio e intolleranza”; non perdete occasione di irridermi in ogni mio post che vi faccia pensare a una mia omosessualità; l’omofobia, il sessismo e il razzismo di molti post di altre pagine che denuncio, per voi sono “““ironia””” che sono imbecille io a prendere sul serio, ma appena Clementine Ford usa #KillAllMen ecco che diventa la femminazista misandrica kattivah!! (e vi assicuro che la Ford la seguite più voi di me: io nemmeno la conosco e, personalmente, preferisco Rebecca Solnit). Vi dite razionali, raziocinanti, ponderati, di buon senso, eppure quando si tratta di insultare chiunque non vi vada a genio, schiumate di rabbia e acidume: #MasculinitySoFragile, anyone?? E non ce l’avete solo me: avete cominciato a fare screenshot dei commenti dei fan e delle fan per denigrare anche loro, che non hanno nemmeno una pagina da cui difendersi: se non è vigliaccheria questa… (e menomale che in un’occasione già menzionata avevate accusato me di essere un vigliacco). Devo continuare? 
Io non odio i maschi né l’umanità: anzi, vorrei un’umanità diversa, più tollerante e aperta all’incontro e all’ascolto di chi non è uguale a se stesso, ma voi vi opponete con cocciutaggine e crudeltà a ogni cambiamento. Io non odio nessuno, se non – forse – chi odia: provo a parlargli, ad aspettare in grazia che dimostri prima o poi un po’ di volontà di mettersi in discussione, ma se questo non succede e anzi mi sento dare del “terrorista”, ecco che procedo a modo mio. E forse alla fine capisco pure perché siete arrivati a definirmi “terrorista”: finché a cianciare di gender pay gap e cultura dello stupro sono quelle quattro racchie ciccione esagitate che non si depilano, è facile prenderle in giro; ma quando è un maschio bianco (forse perfino etero) ad esporsi, il dubbio che le cose stiano davvero cambiando si insinua più forte, non è vero? E il terrore che percepite è quello di sentirsi sgretolare la terra sotto i piedi, perché ho fiducia nel fatto che prima o poi le cose cambieranno e non c’è niente che voi potete fare per fermare le cose. Per questo non vi auguro niente di male: vi auguro invece di vivere a lungo e vedere declinare e scomparire il mondo che vorreste, nell’angosciosa consapevolezza di essere del tutto impotenti a fermare il processo.
Nell’attesa, tuttavia, quella parola abominevole la considero, come recita la formula di rito, “lesiva della mia dignità personale” e per questo ho sporto denuncia alla Polizia Postale (e non disturbatevi a cancellare le decine di post in cui parlate di me: come vedete, uso gli screenshot anch’io  ). Peraltro è curioso che ad accusare me di cyberbullismo siate voi, che da mesi e mesi insultate me, questa pagina, questo progetto e chi vuole sostenerlo. Non so quale sarà l’esito della mia azione, e sono anzi sicuro che non perderete occasione di ridermi dietro perché “ostacolo il lavoro delle forze dell’ordine con beghe da nulla”, o peggio ancora frignerete invocando il “FRIII SPIIICH!!!”; possibile, ma quando è troppo, è troppo, e questa non intendo farvela passare. 

E sì, ho detto “progetto”, perché io almeno una visione ce l’ho: un mondo migliore, più rispettoso, più aperto, più gentile. Voi non avete nemmeno quella: vi limitate a fare screenshot delle pagine femministe che conoscete per percularle. Grande esempio di attivismo e di educazione civica, complimenti! Sapete?, chi come voi è convinto di poter ostacolare un cambiamento in meglio della società è una zavorra inutile; è come il “superfluo peso del ventre” di un corridore che potrebbe correre una maratona e gli tocca invece fermarsi ogni cinque metri perché non trova un gabinetto e deve stare attento a non rilassare troppo gli sfinteri anali… Anche per questo non ha troppo senso fermarsi a sprecare un sentimento a suo modo nobile come l’odio per degli idioti egoisti, violenti e biliosi come voi: prima o poi il mondo cambierà e voi sarete solo un triste ricordo del passato, come gli schiavisti, o le sentinelle in piedi, o tanti altri.

E.

Annunci

3 pensieri su “Apologia, a proposito di alcuni haters

  1. la mascolinità più che rivista, va ampliata, va solo capito che esistono tante mascolnità: un uomo muscoloso che beve birra scura e mangia bistecche è uomo quanto un uomo che beve birra chiara, è vegan ed è gracile. Stesso discorso per il femminile.
    Io sono gracile, sono onnivoro ma non bevo alcolici, e sono uomo quanto un palestrato che mangia bistecche, e non penso che un uomo palestrato che fa sport sia più “maschio” di me ma non penso neanche che sia un cretino stereotipato.
    Va bene la drag queen, ma se permetti è un po’ triste pensare di capire meglio il maschile e il femminile solo perchè ti vesti da donna ogni tanto, se sei maschio cis lo sei anche in abiti muliebri. Detto questo gli insulti che ricevi sono sbagliati e ingiustificabili

    Mi piace

    1. Caro Paolo, hai ragione: non intendevo dire che occorre vestirsi da donna per capire meglio la mascolinità; questa è stata l’esperienza personale di Perry e non siamo certo tenuti a imitarlo 😀 Se vedi lo screenshot che ho postato, quello che hanno fatto loro è indicarlo come un travestito e ipso facto inadeguato a parlare di certe cose: una forma di discredito ad personam che non prende in considerazione le idee ma, appunto, solo la persona.

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...