Lo spirito di resistenza delle prostitute è una forza finora ignorata, o repressa, ma è in realtà una forza che, una volta che trovi la sua autentica espressione, sarà davvero in grado di rivoluzionare il mondo.”

(trad. di R. Mott, Revolution is Never Easy, 31/07/2013) 

 

Sono convinta che l’abolizione del commercio del sesso può diventare una realtà e lo sarà. 

Sono rimasta sorpresa constatando i progressi compiuti dal modello nordico, nella consapevolezza che può segnare l’inizio di una strada per l’abolizione. 

Tuttavia, per comprendere appieno l’abolizione, occorre comprendere come essa sia una rivoluzione e un cambiamento graduale allo stesso tempo. Se considerata come una rivoluzione, tutti coloro che vogliono e hanno bisogno dell’abolizione devono capire che le rivoluzioni non sono mai facili, ma questa è una rivoluzione giusta, perciò tenete duro! 

Io credo che nell’arco di tutta la storia umana, nota e ignota, laddove il commercio del sesso è esistito, la classe delle prostitute e alcuni alleati abbiano opposto resistenza e sognato l’abolizione. Non dobbiamo mai pensare che sia stata la nostra la sola generazione, la sola cultura, il solo tempo ad affermare che comprare e vendere persone per avidità sessuale e odio fosse qualcosa di cui sbarazzarsi. Dobbiamo imparare a rispettare coloro che hanno combattuto e sofferto per il cambiamento nel corso dei secoli; dobbiamo essere consapevoli che le loro storie possono anche essere state distrutte dal commercio del sesso, ma non il loro spirito, che permane in tutto ciò che l’abolizionismo fa oggi. 

Per quel che mi riguarda, non posso immaginare un tempo o un luogo in cui la prostituzione o la pornografia possano essere rese accettabili sul piano dei diritti umani. So, nel profondo del mio cuore, che c’è stata resistenza, anche là dove è stata ridotta al silenzio, anche là dove le prostitute che resistevano venivano gettate via. So che ben nascosto dentro il cuore di una prostituta risiede una fiera guerriera che resiste. Quella guerriera è lì per tutte le prostitute, a prescindere dal tempo in cui si trovano a vivere, dalla cultura che le circonda, dalla loro classe, dalla loro età; quella guerriera sta sempre combattendo per restaurare i diritti umani di base per tutte le prostitute in ogni tempo e in ogni luogo. 

La rivoluzione delle prostitute è per lo più silenziosa. Una resistenza silenziosa che preserva, all’interno di ogni prostituta, qualcosa che nessun cliente può raggiungere e distruggere, che nessun pappone può comprendere. La si chiami anima, la si chiami monito di forza: ma sappiate sempre che la prostituta sa opporre resistenza anche quando non riesce lei stessa a fermare l’odio e la violenza. Io chiamo questa una rivoluzione che nessuno può fermare. 

Lo spirito di resistenza delle prostitute è una forza finora ignorata, o repressa, ma è in realtà una forza che, una volta che trovi la sua autentica espressione, sarà davvero in grado di rivoluzionare il mondo. Perché le prostitute, in ogni tempo e in ogni luogo, si portano appresso la consapevolezza della violenza maschile e sanno che tutti gli uomini possono scegliere di ripudiare quella violenza. 

Ciò che occorre è enorme, ma a piccoli passi e a pensare un po’ al di là dei ristretti limiti della nostra vita terrena, possiamo costruire un mondo dove il commercio del sesso non sarà neppure immaginabile. Dobbiamo credere che non c’è nulla di naturale nel comprare e vendere una persona in nome dell’appetito sessuale. Dobbiamo credere che non possiamo creare una classe composta quasi esclusivamente da donne e ragazze che hanno il ruolo di merce, per essere state spogliate di ogni traccia di umanità. 

Dobbiamo credere che se si permette a qualunque uomo di comprare un’altra persona per soddisfare la propria voracità sessuale, non può esserci nessuno spazio sicura per una prostituta. Nemmeno all’interno delle case si sarebbe al sicuro: la violenza sarebbe solo celata al pubblico sguardo. Dobbiamo credere che ogni uomo che compie la scelta di comprare una prostituta è ignaro o incurante del suo passato, è ignaro o incurante degli stupri o delle torture sue o di precedenti clienti. Dobbiamo credere alle donne che ne sono uscite, quando dicono che la prostituzione è uno stupro a pagamento. Dobbiamo credere che il vero danno recato dalla pornografia è la violenza estrema che viene fatta alle donne e alle ragazze che vi sono impiegate. Dobbiamo credere che l’azione di comprare una prostituta è in sé e per sé un atto di violenza. 

Per credere questo, dobbiamo concepire il pensiero rivoluzionario che chiunque appartiene alla classe delle prostitute è una persona a tutti gli effetti, e dovrebbero esserle garantiti tutti i diritti umani. Credere questo, ecco, quella sarebbe una rivoluzione per cui combatterei in prima linea! 

Troppo spesso le idee rivoluzionarie non contemplano la classe delle prostitute. Siamo ignorate dalla Sinistra come un fastidio: siamo un monito vivente del fatto che loro sono maschi; di quanto spesso la Sinistra usi i concetti di libertà di parola per zittire le prostitute; di quanto spesso la Sinistra difenda e voglia mantenere le istituzioni della prostituzione e della pornografia. Siamo oscurate da troppe femministe: o si sostiene che è solo un lavoro e deve essere stato per forza scelto, o parlando, sì, del complesso della violenza maschile, ma sempre lasciando le prostitute da parte o implicando che è una questione troppo ardua da risolvere. 

Ci viene detto che dovremmo aspettare la vera rivoluzione, e a quel punto, sì, la nostra libertà potrà essere inserita nel programma. Solo che le prostitute ci sono da secoli, in moltissime culture, in moltissimi sistemi politici – e il commercio del sesso è sempre lì. I nostri diritti sono calpestati in ogni rivoluzione, perché a quanto pare gli uomini pensano di dover sempre avere a disposizione puttane e porno. 

Non c’è mai stata una rivoluzione per le prostitute. Meritiamo la libertà, meritiamo la sicurezza, meritiamo di essere ascoltate e rispettate, meritiamo più del semplice rispetto: meritiamo un ruolo di punta nella distruzione della violenza maschile. 

Quella sarebbe una vera rivoluzione. 

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4 pensieri su “La rivoluzione delle prostitute

  1. Ma cos’ è questo schifo di blog pieno di scemenze che incitano all’odio contro gli uomini e a politiche repressive?
    Ma vergognatevi solo al pensarle queste scemenze!

    Mi piace

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