Quando una presunta inversione dei ruoli di genere in casa portava all’umiliazione pubblica dell’uomo (tr. di The Emasculating Distaff – grazie a Yasmine per la segnalazione) 

Un particolare tipo di gogna pubblica a cui un uomo veniva sottoposto da altri uomini prevedeva una conocchia come strumento di umiliazione. L’uomo veniva spesso fatto sedere al rovescio su un asino (una antica punizione di origini medievali che mirava a svergognare il malcapitato) e gli si faceva tenere in mano una conocchia. In quest’immagine la donna lo picchia con un mestolo, mentre una parallela processione di uomini suona della musica stonata; in testa alla processione si trovava un uomo che regge una camicia da donna.

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Nell’immagine sopra sembra che fosse una vera donna a “punire” l’uomo ma era molto più comune che fossero uomini vestiti da donna a parodiare quelle che erano conosciute come mogli “col matterello” [“henpecking” nell’originale], in quanto il pretesto principale per tali processioni era il fatto che l’uomo non aveva mostrato il “giusto” dominio sulla propria moglie.

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Qui è palesemente un uomo vestito da donna che terrorizza la vittima col mestolo e lo obbliga a filare.
Anche la pratica francese dello charivari puntava i maschi non dominanti, sebbene certi uomini la adottassero anche nei confronti di donne che non obbedivano al codice di castità femminile o che infrangevano in altri modi le regole patriarcali. Lo charivari era anche una tipica tradizione maschile, satirica ma spesso distruttiva, in occasione delle prime notti di nozze, durante le quali spesso degenerava in stupri di gruppo.
Sotto, un dettaglio da Il trionfo dell’umiliazione pubblica, dove si vede la “moglie” ordinare con il mestolo a un uomo “Lavora, maledetto, lavora!”, come un marito era tenuto a dare ordini alla moglie. Il marito, anche qui seduto al contrario e con una conocchia in mano, dice “Ti laverò i piatti, ti pulirò la casa”.

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Tutt’attorno si vede una gran folla di uomini che partecipano alla umiliazione rituale di un marito da loro considerato inadeguato a far valere il potere maschile. Queste processioni rafforzavano l’idea che gli uomini avevano di quello che doveva essere il doveroso dominio maschile sulla donna e il concetto stesso di “demascolinizzazione” racchiude quest’idea di un dominio maschile come parte dell’ordine naturale delle cose, ed è usato per reprimere ogni attentato ad esso.

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Queste immagini vengono dal supplemento al capitolo 4 di M. Dashu, Witches and Pagans: Women in European Folk Religion, Veleda Press, dove viene discusso il simbolismo della conocchia nei bastoni cerimoniali delle profetesse norrene, nonché lo svergognamento degli uomini che si pensava si dedicassero ad attività considerate femminili, comprese le cerimonie oracolari del seiðr.

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